{"id":623,"date":"2013-12-25T19:29:23","date_gmt":"2013-12-25T18:29:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/?p=623"},"modified":"2014-12-25T22:44:05","modified_gmt":"2014-12-25T21:44:05","slug":"profilassi-della-tvp-in-chirurgia-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/?p=623","title":{"rendered":"profilassi della TVP in chirurgia generale"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>IN CHIRURGIA GENERALE<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><b>PREMESSA<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La metodologia usata per lo sviluppo delle linee guida \u00e8 un approccio basato sull\u2019evidenza clinica (Evidence Based Medicine): tale approccio prevede che, prima di intraprendere un nuovo lavoro, si verifichi se siano gi\u00e0 disponibili delle linee guida di qualit\u00e0 cui fare riferimento.<\/p>\n<p>A tale scopo sono state adottate le linee guida dell\u2019ACCP (American College of Chest Physicians) come base di partenza, per poi procedere in un lavoro di adattamento ed implementazione delle raccomandazioni sulla profilassi della tromboembolia venosa perioperatoria in chirurgia generale.<\/p>\n<p>E\u2019 stato inoltre utilizzato il protocollo per la prevenzione della tromboembolia venosa in ortopedia e traumatologia elaborato dalla Regione Toscana nel 2007, ricalcandone in particolare il modello di stratificazione del rischio e le relative indicazioni alla profilassi.<\/p>\n<p>Il presente lavoro, pertanto, costituisce ci\u00f2 che pu\u00f2 essere definito un \u201cprocesso di adattamento locale\u201d, rappresentando la fusione fra le sintesi delle evidenze disponibili e la realt\u00e0 locale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>INTRODUZIONE<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli studi pi\u00f9 recenti effettuati sulla popolazione europea mostrano un\u2019 incidenza annuale di tromboembolia venosa pari a 1,6-1,8\/1000 nella popolazione generale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la popolazione ospedaliera, in assenza di profilassi, l\u2019incidenza di trombosi venosa profonda si colloca tra il 10 e il 40% nei pazienti medici o sottoposti ad intervento di chirurgia generale; sale al 40-60% in caso di chirurgia ortopedica maggiore.<\/p>\n<p>Il 25-30% delle trombosi venose profonde \u00e8 prossimale, si associa a sintomi clinici ed \u00e8 a rischio di produrre embolia polmonare. Il 10-20% delle trombosi venose profonde di gamba si estende lungo le vene prossimali (distretto femoro-iliaco) e pu\u00f2 causare embolia polmonare.<\/p>\n<p>L\u2019embolia polmonare \u00e8 una complicanza frequente nei pazienti con trombosi del distretto venoso femoro-iliaco: esiste una forte correlazione tra trombosi venosa profonda asintomatica e conseguente sviluppo di embolia polmonare. Studi autoptici hanno riportato che il 10% della mortalit\u00e0 intraospedaliera pu\u00f2 essere ricondotta ad embolia polmonare.<\/p>\n<p><b>DEFINIZIONI<\/b><\/p>\n<p>TEV: Trombo Embolia Venosa<\/p>\n<p>EP: Embolia Polmonare<\/p>\n<p>TVP: Trombosi Venosa Profonda<\/p>\n<p>TVS: Trombosi Venosa Superficiale<\/p>\n<p>BMI: Indice di Massa Corporea (Body Mass Index)<\/p>\n<p>MTEV: Malattia Tromboembolica Venosa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il termine TEV viene utilizzato per definire ogni evento trombotico all\u2019interno del sistema venoso associato o no EP.<\/p>\n<p>Le trombosi venose coinvolgono nella grande maggioranza dei casi le vene degli arti e, a seconda delle localizzazioni, si distinguono \u201cprofonde\u201d (TVP) e \u201csuperficiali\u201d (TVS).<\/p>\n<p>La TVP dell\u2019arto inferiore \u00e8 definita \u201cdistale\u201d se rimane localizzata al sistema venoso di gamba (TVP distali isolate); \u201cprossimale\u201d quando coinvolge la vena poplitea e\/o tronchi venosi\u00a0 prossimali femoro-iliaci.<\/p>\n<p>L\u2019EP \u00e8 un\u2019occlusione parziale o totale delle arterie polmonari causata dal frammento di un coagulo (embolo) che da una vena periferica migra nel circolo polmonare. Nel 90% dei casi l\u2019EP origina da una TVP asintomatica.<\/p>\n<p>L\u2019embolia pu\u00f2 essere associata ad una sintomatologia quanto mai variegata (dispnea improvvisa, dolore toracico, tachicardia) e pu\u00f2 essere causa di ipertensione polmonare acuta, shock e morte improvvisa.<\/p>\n<p>Sia la TVP che l\u2019 EP possono avere importanti sequele anche passata la fase di acuzie.<\/p>\n<p>Il razionale della profilassi per la TEV parte dall\u2019analisi dei fattori di rischio individuali e legati alla procedura.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>DEFINIZIONE DEL RISCHIO TROMBOEMBOLICO<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allo scopo di definire il rischio di TEV post-chirurgica e la tipologia di profilassi da impiegare si \u00e8 elaborata una scheda di definizione individuale del rischio nella quale viene assegnato un punteggio (da 0 a 3) per ogni fattore di rischio sia relativo al paziente, sia relativo al tipo di procedura chirurgica indicata per il paziente stesso. L\u2019et\u00e0 \u00e8 stata considerata come un fattore di rischio a se stante, attribuendo punteggio =0 ad et\u00e0 &lt;40 anni e punteggio =1 ad et\u00e0 &gt;40 anni.<\/p>\n<p>Sulla base dell\u2019effetto cumulativo dei fattori di rischio \u00e8 possibile identificare i gruppi ad alto rischio per TEV, mentre non \u00e8 sempre possibile identificare il grado di predisposizione individuale. Ci\u00f2 rende razionale l\u2019impiego della profilassi in tutti i pazienti a rischio; la profilassi \u00e8 inoltre preferibile al trattamento della TEV, anche perch\u00e9 questa \u00e8 spesso di difficile riconoscimento. L\u2019EP massiva \u00e8, inoltre, un evento improvviso che spesso non consente la rianimazione: nel 70-80% dei casi di morte intraospedaliera per EP la diagnosi \u00e8 autoptica.<\/p>\n<p>Sebbene l\u2019obiettivo principale della profilassi anti-tromboembolica sia la prevenzione della EP fatale, importante \u00e8 altres\u00ec la prevenzione della TVP e della TEV. La maggior parte delle TEV che richiedono un ricovero si verifica dopo la dimissione, in un periodo che pu\u00f2 variare dalle 2 settimane fino a circa 2-3 mesi. Pertanto, la mancata profilassi, oltre a complicare e prolungare i ricoveri ospedalieri, causa ricoveri ripetuti.<\/p>\n<p>Sintetizzando, le ragioni principali per cui la tromboprofilassi \u00e8 la strategia pi\u00f9 appropriata possono ricondursi a tre elementi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"1\">\n<li>possibilit\u00e0 di stratificare il rischio;<\/li>\n<li>difficolt\u00e0 di quantificare il rischio individuale e di eseguire uno screening sistematico per rischi individuali;<\/li>\n<li>difficolt\u00e0 nella diagnosi e rischio di trattare solo i casi in cui la diagnosi di TEV \u00e8 gi\u00e0 stata posta.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Rischi relativi al paziente<\/b><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">A: punteggio 1<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>Uso di estro-progestinici o di inibitori ormonali (raloxifene, tamoxifene). La terapia ormonale sostitutiva, il raloxifene e il tamoxifene aumentano il rischio di circa 3 volte. Alti dosaggi di progestinici aumentano il rischio di circa 6 volte.<\/li>\n<li>Prolungato allettamento (&gt; 3 gg)<\/li>\n<li>Presenza di catetere venoso centrale<\/li>\n<li>Infezioni gravi<\/li>\n<li>Insufficienza respiratoria o cardiaca cronica<\/li>\n<li>Malattia infiammatoria cronica dell\u2019intestino<\/li>\n<li>Obesit\u00e0 grave (BMI: F &gt;28, M&gt;30). Il rischio aumenta di 3 volte.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le classi di peso indicate dal BMI (calcolo semplificato del BMI* = peso in kg \/ altezza in mt<sup>2<\/sup>) sono le seguenti:<\/p>\n<p>BMI &lt;18,5 sottopeso<\/p>\n<p>BMI 18,5-24,9 normopeso<\/p>\n<p>BMI 25,0-29,9 sovrappeso<\/p>\n<p>BMI &gt;30 obesit\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li>Sindrome nefrosica<\/li>\n<li>Varici degli arti inferiori. Il rischio aumenta del 50% dopo chirurgia maggiore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">B: punteggio 2<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>Pregressa TVP o fenomeno tromboembolico. La chirurgia aumenta il rischio di recidiva del 5%.<\/li>\n<li>Diatesi trombofilica conosciuta (deficit di antitrombina, proteina C e proteina S, resistenza alla PC attivata\/fattore V Leiden in etero o omozigosi, polimorfismo G20210A del gene della protrombina in etero o omozigosi, presenza persistente- confermata dopo 12 settimane-di anticorpi antifosfolipidi definiti come presenza di Lupus Anticoagulant o positivit\u00e0 di anticorpi anticardiolipina a medio-alto titolo o positivit\u00e0 degli anticorpi antibeta2glicoproteina I a medio o alto titolo).<\/li>\n<li>Gravidanza e puerperio (&lt;6 settimane dal parto). Il rischio aumenta di circa 10 volte.<\/li>\n<li>Neoplasie maligne in fase attiva. Il rischio aumenta di 7 volte.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">C: punteggio 3<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>Trauma grave (soprattutto con fratture di colonna vertebrale, pelvi, arti inferiori). Il rischio aumenta di 10 volte.<\/li>\n<li>Paralisi \/ Frattura di uno o pi\u00f9 arti o immobilizzazione. L\u2019applicazione di apparecchi gessati aumentano il rischio di circa 10 volte.<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Relativi alla procedura chirurgica<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La collocazione dei diversi interventi nelle singole classi di rischio tiene conto in particolare di alcuni fattori:<\/p>\n<ul>\n<li>complessit\u00e0 della procedura chirurgica (es. aumento del rischio negli interventi eseguiti per patologia oncologica, di elevata complessit\u00e0 e associati ad estese dissezioni linfonodali);<\/li>\n<li>durata complessiva dell\u2019intervento (le procedure superiori a 30-40 minuti presentano comunque un rischio aumentato);<\/li>\n<li>sede dell\u2019intervento (es. la chirurgia pelvica presenta un incremento del rischio)<\/li>\n<li>organo \u201cbersaglio\u201d (es. la chirurgia pancreatica e prostatica presentano un incremento del rischio);<\/li>\n<li>accesso laparoscopico (lo pneumoperitoneo prolungato rappresenta un fattore di rischio da non sottovalutare).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><b>Rischio<\/b><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"72\"><b>Distretto <\/b><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"235\"><b>Procedura<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td rowspan=\"6\" valign=\"top\" width=\"149\"><b>BASSO <\/b><b>(punteggio 0)<\/b><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"72\">Collo<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"235\">Exeresi cisti congenite colloBiopsie linfonodaliParatiroidectomiaEmitiroidectomia<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Tiroidectomia totale<\/p>\n<p>Diverticolectomia Zenker<\/p>\n<p>Rifacimento anastomosi esofageaMammellaExeresi semplice di lesioniQuadrantectomia semplice (+\/- BLS)ToraceMediastinoscopiaToracoscopiaAddome e pelviColecistectomia (open\/VLS)Appendicectomia (open\/VLS)Ernioplastica ombelicale (open\/VLS)Plastica di laparocele VLS<\/p>\n<p>Ernioplastica inguinale\/crurale open<\/p>\n<p>Plastica di piccolo laparocele open<\/p>\n<p>Chiusura di ileostomia\/colostomia<\/p>\n<p>Chirurgia annessiale (open\/VLS)<\/p>\n<p>Altra chirurgia pelvica femminile minoreRetto-anoEmorroidectomiaSTARFisutolotomia \/ FistolectomiaSfinterotomia<\/p>\n<p>Drenaggio ascesso perianale<\/p>\n<p>Exeresi locale di lesione ano-rettaleArtiConfezione FAV per emodialisiSafenectomia<b>MEDIO <\/b><b>(punteggio 1)<\/b>ColloLinfectomie cervicali radicaliMammellaQuadrantectomia + linfectomia ascellareMastectomia (+\/- linfectomia ascellare)Ricostruzioni mammarie complesseMastoplastica riduttiva bilateraleToraceBullectomiaExeresi semplice di lesioni mediastinicheResezioni atipiche (open\/VATS)Addome e pelviColecistectomia + coledocotomia VLS\/ERCPFundoplicatio (open\/VLS)Miotomia esofagea (open\/VLS)Surrenectomia VLS<\/p>\n<p>Splenectomia (open\/VLS)<\/p>\n<p>PSC-digiunostomia (open\/VLS)<\/p>\n<p>Nefrectomia totale (open\/VLS)<\/p>\n<p>Nefrectomia parziale (open\/VLS)<\/p>\n<p>Ernioplastica inguino-crurale VLS<\/p>\n<p>Plastica di laparocele medio-grande open<\/p>\n<p>Viscerolisi (open\/VLS)<\/p>\n<p>Isterectomia sempliceRetto-anoProlassectomia sec. DelormePlastica fistola retto-vaginaleEscissioni complesse di lesioni rettaliArtiAmputazione gamba\/ coscia<b>ELEVATO <\/b><b>(punteggio 2)<\/b>ToraceLobectomia polmonare (open\/VATS)Pneumonectomia (open\/VATS)Timectomia (open\/VATS)Esofagectomia (open\/VATS)Addome e pelviGastrectomia subtotale (open\/VLS)Gastrectomia totale (open\/VLS)Banding gastrico VLSGastroplastica McLean VLS<\/p>\n<p>Sleeve resection VLS<\/p>\n<p>Bypass gastrico VLS<\/p>\n<p>Altre procedure per obesit\u00e0 patologica<\/p>\n<p>Resezione di tenue (open\/VLS)<\/p>\n<p>Resezione colica (open\/VLS)<\/p>\n<p>Resezione retto (open\/VLS)<\/p>\n<p>Epatectomia (open\/VLS)<\/p>\n<p>Procedure complesse sulla VBP (open\/VLS)<\/p>\n<p>Pancreasectomia (open\/VLS)<\/p>\n<p>Surrenectomia open (TFL)<\/p>\n<p>Aneurismectomia aortica<\/p>\n<p>Isteroannessiectomia radicale (open\/VLS)<\/p>\n<p>Prostatectomia radicale<\/p>\n<p>Cistectomia radicale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>METODI PER LA PROFILASSI<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Misure generali<\/b><\/p>\n<p>L\u2019immobilit\u00e0 aumenta il rischio di TVP di circa 10 volte. Nei pazienti immobilizzati la stasi venosa pu\u00f2 essere contrastata incoraggiando l\u2019esecuzione di alcuni esercizi degli arti inferiori.<\/p>\n<p>L\u2019emoconcentrazione aumenta la viscosit\u00e0 del sangue riducendo nei pazienti immobilizzati la velocit\u00e0 del flusso ematico soprattutto delle vene profonde. Non ci sono sufficienti evidenze sul bilancio rischi\/benefici a supporto dell\u2019emodiluizione o dei salassi (con l\u2019eccezione della policitemia primaria).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><i>\u00c8 necessario incoraggiare la mobilizzazione precoce dei pazienti anche attraverso esercizi per gli arti inferiori.<\/i><\/li>\n<li><i>Nei pazienti immobilizzati \u00e8 necessario assicurare un\u2019adeguata idratazione.<\/i><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Metodi meccanici<\/b><\/p>\n<p><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Calze elastiche a compressione graduata (CCG)<\/i><\/b><\/p>\n<p>Le CCG sono efficaci nella profilassi della TEV nei pazienti chirurgici con controindicazione assoluta a profilassi farmacologica per alto rischio emorragico.<\/p>\n<p>Sono disponibili in taglie e lunghezze diverse, con estensione sopra e sotto il ginocchio. Le calze sopra il ginocchio sono preferibili a quelle sotto il ginocchio per la profilassi della TVP.<\/p>\n<p>Nei pazienti chirurgici le CCG possono essere usate in combinazione con la profilassi farmacologica o con la compressione pneumatica intermittente allo scopo di ridurre l\u2019incidenza di TVP.<\/p>\n<p>Le CCG devono essere mantenute almeno fino alla dimissione (o comunque fino alla completa mobilizzazione del paziente).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><span style=\"text-decoration: underline;\">Controindicazioni<\/span><\/i><\/p>\n<ul>\n<li>Edema importante della gamba<\/li>\n<li>Rischio aumentato di edema polmonare<\/li>\n<li>Arteriopatie periferiche della gamba<\/li>\n<li>Neuropatie periferiche<\/li>\n<li>Deformit\u00e0 degli arti inferiori<\/li>\n<li>Dermatiti<\/li>\n<\/ul>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"text-decoration: underline;\">Precauzioni<\/span><\/i><\/p>\n<ul>\n<li>Scegliere una taglia appropriata<\/li>\n<li>Calzare con cura seguendo il giusto verso<\/li>\n<li>Controllare quotidianamente la circonferenza della gamba<\/li>\n<li>Non ripiegare sulla gamba<\/li>\n<li>Togliere quotidianamente per un tempo non superiore ai 30 minuti<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Compressione pneumatica intermittente (CPI)<\/i><\/b><\/p>\n<p>La CPI consiste nell\u2019applicazione di un manicotto gonfiabile che comprime ritmicamente il muscolo del polpaccio o della coscia. Gli strumenti di compressione sono solitamente applicati prima, durante o dopo l\u2019intervento chirurgico (insieme o senza CCG) e sono mantenuti fino alla mobilizzazione del paziente. Questa procedura pu\u00f2 essere mal tollerata dal paziente per il fastidio provocato dalla compressione ad intermittenza.<\/p>\n<p>Gli studi sulla CPI per la prevenzione della TVP sia in pazienti ortopedici che chirurgici hanno mostrato una riduzione del rischio relativo. Gli studi osservazionali hanno confermato la riduzione della re-ospedalizzazione per TEV in seguito a chirurgia dell\u2019anca in elezione. Uno studio randomizzato controllato ha mostrato che l\u2019uso combinato di CPI ed eparine non frazionate riduce il rischio di EP nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca dal 4% all\u20191,5%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><i>L\u2019impiego della CPI dovrebbe essere sempre preceduto da uno studio eco-color-doppler venoso degli arti inferiori, al fine di escludere TVP subclinica e asintomatica.<\/i><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I metodi meccanici possono essere preferibili per i pazienti a rischio di emorragia e pertanto sono utilizzabili quando sia possibile un rischio nell\u2019adozione della profilassi farmacologica o non sia chiaro il beneficio. I dispositivi meccanici sono controindicati nei pazienti a rischio di lesioni cutanee e\/o patologie ischemiche delle gambe e neuropatia periferica. Inoltre, se impropriamente usati, possono essere veicolo di infezione fra pazienti.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Metodi Farmacologici<\/b><\/p>\n<p>Sebbene sia giustificato l\u2019uso delle eparine non frazionate (ENF), in linea generale sono da preferire quelle a basso peso molecolare (EBPM) per il minor rischio di piastrinopenia da eparina e la pi\u00f9 vantaggiosa somministrazione (una iniezione\/die invece che due o tre\/die).<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b><i>Eparina<\/i><\/b><i> <\/i><\/p>\n<p>\u00c8 un mucopolissaccaride acido costituito da sequenze regolari di un disaccaride, interrotte da sequenze irregolari costituite da combinazioni di disaccaridi diversi.<\/p>\n<p>\u00c8 un anticoagulante indiretto, che richiede la presenza di un cofattore plasmatico: l\u2019antitrombina (AT).<\/p>\n<p>L\u2019eparina si lega al sito lisinico dell\u2019AT, producendo una modificazione conformazionale a livello del sito attivo argininico dell\u2019AT, potenziando l\u2019inibizione della trombina da parte dell\u2019AT e, una volta esplicata la sua azione, si dissocia dai suoi substrati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Eparina non frazionata<\/i><\/b><\/p>\n<p>L\u2019ENF ha un peso molecolare (PM) tra 3000-30.000 D, con PM medio di 15.000 D.<\/p>\n<p>Solo un terzo dell\u2019eparina somministrata si lega all\u2019AT, i rimanenti due terzi hanno una minima attivit\u00e0 anticoagulante. L\u2019attivit\u00e0 anticoagulante si esplica attraverso l\u2019inibizione soprattutto della trombina e del fattore X attivato (F.Xa).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Eparine a basso peso molecolare e Fondaparinux<\/i><\/b><\/p>\n<p>Le EBPM derivano dalla depolimerizzazione dell\u2019ENF attraverso metodi chimici ed enzimatici, in modo da ottenere frazioni epariniche a pi\u00f9 alta attivit\u00e0 <i>vs <\/i>l\u2019AT ed eliminando le frazioni a pi\u00f9 alto peso molecolare, che, in genere, non sono direttamente collegate all\u2019azione sull\u2019AT. Hanno un PM tra 4000-7000 D.<\/p>\n<p>Caratteristica delle EBPM \u00e8 quella di avere un\u2019attivit\u00e0 anti-F.Xa maggiore dell\u2019attivit\u00e0 antitrombinica (4:1, rispetto a 1:1 dell\u2019ENF). Questa propriet\u00e0 \u00e8 molto favorevole per l\u2019attivit\u00e0 di profilassi, perch\u00e9 l\u2019inibizione di una molecola anti-F.Xa porta alla mancata generazione di 50 molecole di trombina.<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessario il monitoraggio di laboratorio. Il picco anti-F.Xa si raggiunge dopo 4 ore dalla somministrazione.<\/p>\n<p>Il Fondaparinux \u00e8 un pentasaccride sintetico contenente unicamente le 5 unit\u00e0 saccaridiche capaci di interagire con l\u2019antitrombina per ottenere una ottimale inibizione del fattore Xa. Non si lega alle proteine plasmatiche e non induce inibizione della funzione piastrinica. Ha una lunga emivita (17-20 ore) ed \u00e8 eliminato interamente per via renale. Lo si somministra sottocute una sola volta al giorno.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019unica molecola per la quale, in profilassi di TEV, \u00e8 indicata la prima somministrazione in fase postoperatoria (6h dopo la fine dell\u2019intervento).<\/p>\n<p>E\u2019 attualmente indicato nella profilassi in chirurgia oncologica ed ortopedica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Casi particolari di impiego e complicanze nell\u2019utilizzo della profilassi per la TVP con EBPM e fondaparinux<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b><i>Insufficienza renale<\/i><\/b><\/p>\n<p>Le eparine e il fondaparinux sono eliminati soprattutto per via renale ed esiste un pericolo di accumulo nei pazienti con insufficienza renale trattati con tali farmaci con un conseguente aumento del rischio emorragico.<\/p>\n<p>La creatininemia \u00e8 meno affidabile della clearance della creatinina per stabilire il grado di insufficienza renale.<\/p>\n<p>Esistono formule per calcolare la clearance dalla creatininemia. Es:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">140 &#8211; et\u00e0 x peso x 0,85 (se sesso F)<\/span><\/p>\n<p>72 x creatininemia (mg\/dl)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Clearance 30-50ml\/min IR moderata =<\/i> non particolari problemi fino a 20gg di trattamento profilattico.<\/p>\n<p><i>Clearance &lt;30 ml\/min IR grave =<\/i> necessario adattamento posologico e\/o sorveglianza clinico laboratoristica (dosaggio attivit\u00e0 fattore Xa).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019uso di Fondaparinux \u00e8 controindicato per Clearance della creatinina rispettivamente &lt; 20 ml\/min in base alla scheda tecnica. Nei pazienti con Clearance fra 20 e 50 ml\/min la scheda tecnica di Fondaparinux consiglia di utilizzare la dose di 1,5 mg\/die.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b><i>Obesit\u00e0<\/i><\/b><\/p>\n<p>Nei pazienti con BMI &gt; 30 raccomandiamo un incremento delle dosi fisse di EBPM (salvo nadroparina quando usata secondo lo schema in base al peso corporeo) di circa il 25%.\u00a0 Fa eccezione il fondaparinux, che non richiede aggiustamenti di dose.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b><i>Neuroblocchi ed anestesie spinali<\/i><\/b><\/p>\n<p>L\u2019utilizzo e la diffusione di queste tecniche che sono sempre pi\u00f9 impiegate anche in chirurgia generale rispetto l\u2019anestesia generale in virt\u00f9 della pi\u00f9 efficace analgesia postoperatoria e dei\u00a0 costi.<\/p>\n<p>Tuttavia negli ultimi anni \u00e8 sorta una crescente preoccupazione a causa di vari report sulla comparsa di lesioni neurologiche permanenti causate da ematomi perimidollari provocati da punture spinali o peridurali in soggetti in trattamento con anticoagulanti. Sebbene la letteratura scientifica abbia dimostrato come sia percentualmente irrilevante l\u2019evenienza di tali complicazioni (1 caso ogni 150.000 peridurali e 1 caso ogni 220.000 spinali), tuttavia nel singolo paziente a rischio rimane quotidianamente il dilemma se attuare o meno un blocco centrale durante profilassi antitrombotica farmacologica. A tal proposito la nostra condotta si allinea alle indicazioni della ACCP 2008.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><span style=\"text-decoration: underline;\">Raccomandazioni:<\/span><\/i><\/p>\n<ol start=\"1\">\n<li>nessuna somministrazione di eparina (in particolare le EBPM) durante le 12 ore che precedono l\u2019anestesia;<\/li>\n<li>la ripresa dell\u2019anticoagulazione con eparine deve essere ritardata di almeno 12 ore dopo la puntura in presenza soprattutto di catetere perdurale;<\/li>\n<li>deve essere evitata la somministrazione di dicumarolici la sera prima dell\u2019intervento (l\u2019indicazione deriva dall\u2019opportunit\u00e0 di mantenere al momento della rimozione del catetere peridurale un INR &lt; 1,5);<\/li>\n<li>prestare particolare attenzione all\u2019eliminazione delle associazioni pericolose: eparina (o fondaparinux) con anti-aggreganti piastrinici o altri farmaci che inibiscano l\u2019emostasi;<\/li>\n<li>la rimozione del catetere peridurale deve avvenire almeno 12 ore dopo la precedente somministrazione di EBPM e si devono attendere almeno 2-4 ore per la somministrazione successiva;<\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li>se si utilizza fondaparinux la rimozione del catetere perdurale deve avvenire 36 ore dopo la precedente somministrazione e 12 ore prima della successiva (questo comporta la sospensione di una dose giornaliera di fondaparinux);<\/li>\n<li>se si utilizza dabigatran non va eseguita anestesia neurassiale con mantenimento del catetere perdurale; il catetere deve essere rimosso almeno 2 ore prima dell\u2019inizio della terapia con dabigatran;<\/li>\n<li>l\u2019esame neurologico di questi pazienti deve essere minuzioso nell&#8217;arco delle 24 ore successive al blocco neurassiale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Pazienti in et\u00e0 pediatrica<\/i><\/b><\/p>\n<p>Riguardo tale argomento la letteratura \u00e8 povera di evidenze scientifiche a sostegno dell\u2019utilit\u00e0 della profilassi della TEV in et\u00e0 pediatrica.<\/p>\n<p>In et\u00e0 post puberale si ritiene opportuno, quindi, stratificare il rischio del paziente prendendo in considerazione i fattori obesit\u00e0, familiarit\u00e0 per TEV in et\u00e0 giovanile (&lt; 50aa), presenza di malattie croniche e di dosare la posologia basandosi sul peso del paziente (nadroparina sodica).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Gravidanza<\/i><\/b><\/p>\n<p>La gravidanza \u00e8 un fattore di rischi per TVE\u00a0 presentando un rischio aumentato di 10 volte.<\/p>\n<p>Nelle pazienti in stato di gravidanza \u00e8 preferibile usare EBPM piuttosto che le eparine frazionate.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b><i>HIT<\/i><\/b><\/p>\n<p>La trombocitopenia \u00e8 complicanza del trattamento con eparine potenzialmente grave (specie se si associa a trombosi).<\/p>\n<p>In alcuni casi pu\u00f2 presentarsi in forma grave (trombocitopenia da eparina di II tipo), immunomediata, caratterizzata dalla formazione di anticorpi contro il complesso eparina-fattore piastrinico 4 (PF-4). Tale forma puo&#8217; comparire per lo pi\u00f9 da 5 a 10 giorni dopo l&#8217;inizio del trattamento, ma anche prima in caso di precedente esposizione all\u2019eparina. In questi pazienti si possono sviluppare nuovi trombi associati con trombocitopenia, derivanti dall\u2019attivazione piastrinica e coagulativa ed il verificarsi di fenomeni tromboembolici sia venosi che arteriosi.<\/p>\n<p>La HIT si verifica nell\u20191-5% dei pazienti trattati, a dosi profilattiche o terapeutiche, con eparina non frazionata ed in particolare con eparina bovina ad alte dosi. E\u2019 dimostrato che anche il trattamento con le eparine a basso peso molecolare pu\u00f2 accompagnarsi non infrequentemente a HIT. A tal riguardo va sottolineato che esiste frequentemente cross-reattivit\u00e0 degli anticorpi della HIT e tutte le eparine, fatto che gi\u00e0 da anni aveva comunque sconsigliato l\u2019uso di EBPM in luogo dell\u2019eparina non frazionata nei pazienti con HIT.<\/p>\n<p>L\u2019eparina deve essere sospesa in ogni paziente che diventa trombocitopenico. Per questo motivo \u00e8 spesso necessario, dopo il riconoscimento di una HIT, un trattamento anticoagulante alternativo. Diversi sono i farmaci anticoagulanti registrati nel mondo per l\u2019uso nella HIT ma fra questi solo la lepirudina \u00e8 disponibile in Italia.<\/p>\n<p>Il trattamento con fondaparinux non si \u00e8 mai accompagnato a HIT negli studi di fase II e III che hanno portato alla sua registrazione e il farmaco non cross-reagisce con gli anticorpi associati alla HIT. L\u2019assenza di HIT \u00e8 stata confermata negli anni successivi dal monitoraggio dell\u2019uso clinico del farmaco. Esistono, tuttavia, segnalazioni di trattamento della HIT con fondaparinux e sono state oggetto di una recente revisione.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b><i>Rischio di Sanguinamento<\/i><\/b><\/p>\n<ul>\n<li><i>La pi\u00f9 temuta complicanza della tromboprofilassi \u00e8 il rischio di sanguinamento.<\/i><\/li>\n<\/ul>\n<p>Tuttavia, le metanalisi di studi randomizzati controllati con placebo hanno dimostrato un minimo aumento di incidenza di episodi di sanguinamento a fronte di un\u2019alta riduzione di eventi di TEV, con l\u2019impiego di basse dosi di eparina non frazionata (ENF) e di eparine a basso peso molecolare (EBPM).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>DURATA DELLA PROFILASSI FARMACOLOGICA<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La durata della profilassi farmacologia \u00e8 almeno di 7 giorni. In ogni caso \u00e8 variabile a seconda del grado di rischio, della ripresa della mobilizzazione e della patologia di fondo.<\/p>\n<p>Nei pazienti oncologici a rischio molto elevato \u00e8 consigliabile prolungarla almeno per 30 giorni dopo l\u2019intervento.<\/p>\n<p><b><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><br clear=\"ALL\" \/><b>Strategie di profilassi per la TEV in Chirurgia Generale\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"95\"><b>Rischio*<\/b><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"99\"><b>Strategie<\/b><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"171\"><b>Somministrazione<\/b><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"142\"><b>Durata<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"95\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"99\">Mobilizzazione precoce<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"171\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"142\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"95\"><b>\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>Medio<\/b><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"99\"><b>\u00a0<\/b><b>Eparina a basso peso molecolare<\/b><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"171\">EBPM: dosaggio A<span style=\"text-decoration: underline;\">1\u00b0 dose<\/span>:Anestesia generale\/locale:<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>1-2h prima (preanestesia)<\/p>\n<p>Anestesia spinale\/epidurale:<\/p>\n<p>12h prima<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Dosi successive<\/span>:<\/p>\n<p>ogni 24h<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In caso di anestesia spinale\/epidurale la dose deve essere somministrata almeno 2h dopo la rimozione dell\u2019ago\/catetereDi norma: 7 giorniIn caso di immobilit\u00e0 prolungata e\/o complicanze, la durata dovr\u00e0 essere valutata nel singolo paziente<b>\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>Elevato<\/b><b>\u00a0<\/b><b>Eparina a basso peso molecolare<\/b>EBPM: dosaggio B<span style=\"text-decoration: underline;\">1\u00b0 dose<\/span>:Anestesia generale\/locale o<\/p>\n<p>anestesia spinale\/epidurale:<\/p>\n<p>12h prima<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Dosi successive<\/span>:<\/p>\n<p>ogni 24h, a partire da 12h dopo l\u2019intervento<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In caso di anestesia spinale\/epidurale la dose deve essere somministrata almeno 2h dopo la rimozione dell\u2019ago\/catetereDi norma: 7 giorniIn caso di immobilit\u00e0 prolungata e\/o complicanze, la durata dovr\u00e0 essere valutata nel singolo paziente<b>\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>Elevatissimo<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>Eparina a basso peso molecolare o<\/b><b>Fondaparinux<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>+<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>eventualmente:<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>messi fisici<\/b><\/p>\n<p><b>(CCG, CPI)<\/b>EBPM: dose B<span style=\"text-decoration: underline;\">1\u00b0 dose<\/span>:Anestesia generale\/locale o<\/p>\n<p>anestesia spinale\/epidurale:<\/p>\n<p>12h prima<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Dosi successive<\/span>:<\/p>\n<p>ogni 24h, a partire da 12h dopo l\u2019intervento<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In caso di anestesia spinale\/epidurale la dose deve essere somministrata almeno 2h dopo la rimozione dell\u2019ago\/catetere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le CCG devono essere indossate dall\u2019ingresso in sala operatoria sino alla dimissione.<\/p>\n<p>La CPI deve essere applicata nel perioperatorio e mantenuta sino alla mobilizzazioneLimite minimo: 7 giorniVariabile a seconda dei tempi di mobilizzazione (consigliabile almeno 15 giorni).<\/p>\n<p>Negli <span style=\"text-decoration: underline;\">oncologici \u00e8 preferibile prolungarla sino a 30 giorni<\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In caso di immobilit\u00e0 prolungata e\/o complicanze, la durata dovr\u00e0 essere valutata nel singolo paziente* Nei pazienti ad elevato rischio di sanguinamento considerare l\u2019opportunit\u00e0 di usare solo mezzi fisici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Dosaggio dei farmaci anti-tromobotici per la profilassi della TEV in Chirurgia Generale (dose A: rischio medio)<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Dosaggio dei farmaci anti-tromobotici per la profilassi della TEV in Chirurgia Generale (dose B: rischio elevato ed elevatissimo)<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<\/div>\n<p><b><br clear=\"all\" \/> <\/b><\/p>\n<p><b>BIBLIOGRAFIA<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<ol>\n<li>Antithrombotic and thrombolytic therapy 8th ed: ACCP guidelines.<b><i> <\/i><\/b>Chest 2008; 133: 71\u2013105.<\/li>\n<li>Azu MC, McCormack JE, Scriven RJ et al. Venous thromboembolic events in pediatric trauma patients: is prophylaxis necessary. J Trauma 2005; 59: 1345-1349.<\/li>\n<li>Bauer KA. New Pentasaccharides for prophylaxis of deep vein thrombosis. Pharmacology Chest 2003; 124: 364-370.<\/li>\n<li>Geerts WH, Code HJ, Roy RM et al. A prospective study of venous thromboembolism after major trauma. N Engl J Med 1994; 331: 1601-1606.<\/li>\n<li>Geerts WH, Jay RM, Code KI. A comparison of low dose heparin with low-molecular weight heparin asprophylaxis against venous thromboembolism after major trauma. N Engl J Med 1996; 335: 701-707.<\/li>\n<li>Geerts WH, Heit JA, Clagett GP, Pineo GF, Colwell CW, Anderson FA Jr, Wheeler HB. Prevention of venous thromboembolism. Chest 2001; 119 (1 Suppl.): 132-175.<\/li>\n<li>Geerts WH, Selby R. Prevention of Venous Thromboembolism in the ICU. Chest 2003: 124; 357-363.<\/li>\n<li>Geerts WH, Bergqvist D, Pineo GF, et al. Prevention of venous thromboembolism. Chest 2008; 133 (Suppl): 381-453.<\/li>\n<li>Gruppo di lavoro ad hoc dell&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena. Linee guida per la profilassi del tromboembolismo venoso in chirurgia, 2006.<\/li>\n<\/ol>\n<p>10. Gruppo di lavoro per le linee guida sul tromboembolismo venoso della Societ\u00e0 Italiana per lo Studio dell\u2019Emostasi e della Trombosi (coordinatore Prisco D). Linee guida per la diagnosi, la profilassi e la terapia del tromboembolismo venoso. Haematologica 2003; 88 (suppl 18): 1-61.<\/p>\n<p>11. Horlocker TT. Low molecular weight heparin and neuraxial anesthesia. Thromb Res 2001; 101: 141-154.<\/p>\n<p>12. Jorgensen PS, Warming T, Hansen K et al. Low molecular weight heparin (Innohep) as thromboprophylaxis in outpatients with a plaster cast. A venographic controlled study. Thromb Res 2002; 105: 477-480.<\/p>\n<p>13. Kearon C. Duration of Venous Thromboembolism Prophylaxis After Surgery. Chest 2003; 124: 386-392.<\/p>\n<p>14. Lassen MR, Borris LC, Nakov RL. Use of the low-molecular-weight heparin reviparin to prevent deep-vein thrombosis after leg injury requiring immobilization. N Engl J Med 2002; 347: 726-730.<\/p>\n<p>15. Linee Guida Aziendali per la Profilassi della Malattia Tromboembolica Venosa &#8211; A.S.O. S. Giovanni Battista di Torino \u201cMolinette\u201d, aprile 2001.<\/p>\n<p>16. Linee guida Regione Lazio per la profilassi della tromboembolia venosa post-chirurgica, 2007 <a href=\"http:\/\/www.asplazio.it\/\">www.asplazio.it.<\/a><\/p>\n<p>17. National Institute of Health Consensus Development. Prevention of venous thrombosis and pulmonaryembolism. JAMA 1986; 256: 744-749.<\/p>\n<p>18. Nicolaides AN. Prevention of venous thromboembolism. International Consensus Statement. Int Angiol 1997; 16: 3-38.<\/p>\n<p>19. Prevention and treatment of venous thromboembolism. International Consensus Statement. Int Angiol 2006; 25: 1001-1016.<\/p>\n<p>20. Protocollo regione toscana per la prevenzione del tromboembolismo venoso in ortopedia e traumatologia. Centro di riferimento regionale per la trombosi dell\u2019AOU Careggi, Firenze, 2009.<\/p>\n<p>21. Raskob GE, and Hirsh J. Controversies in Timing of the First Dose of Anticoagulant Prophylaxis Against Venous Thromboembolism After Major Orthopedic Surgery. Chest 2003; 124: 379-385.<\/p>\n<p>22. Recommendations pour la pratique clinique. Prophylaxie de la maladie thromboembolique post-operatoire. Assistance Publique Hopitaux de Paris, 1995.<\/p>\n<p>23. Samama CM et al. Venous thromboembolism prevention in surgery and obstetrics: clinical practice guidelines. Eur J Anesth 2006; 23: 95-116<\/p>\n<p>24. Scottish Intercollegiate Guidelines Network. Prophylaxis of venous thromboembolism. October 2002.<\/p>\n<p>25. Seventh ACCP Consensus Conference on Antithrombotic Therapy. Chest 2004; 126 (Suppl.): 338-400.<\/p>\n<p>26. SIAPAV; SISET; SIDV \u2013 GIUV; CIF. Linee guida per la diagnosi e il trattamento della trombosi venosa profonda. Minerva Cardioangiologica 2000; 48: 197-275 SISET.<\/p>\n<p>27. Linee guida per diagnosi, profilassi e terapia del tromboembolismo venoso. Haematologica suppl 18, 2003.<\/p>\n<p>28. Singelyn FJ, Verheyen CC, Piovella F, et al. The safety and efficacy of extended prophylaxis with fondaparinux after major orthopaedic surgery of the lower limb with or without a neuraxial or deep peripheral nerve catheter: the EXPERT study. Anesth Analg 2007; 105: 1540-1547.<\/p>\n<p>29. Strebel N et al. Preoperative or Postoperative Start of Prophylaxis for Venous Thromboembolism With Low-Molecular-Weight Heparin in Elective Hip Surgery? Arch Intern Med 2002; 162: 1451-1456.<\/p>\n<p>30. Thromboembolic Risk Factors (THRIFT) consensus Group. Risk of and prophylaxis for VTE in hospitalpatients. BMJ 1992; 304: 567-574.<\/p>\n<p>31. Turpie AGG et al. New pentasaccharides for the prophylaxis of venous thromboembolism: Clinical Studies. Chest 2003; 124: 371-378.<\/p>\n<p>32. Velmahos GC, Oh Y, McCombs J, Oder D. An evidence-based cost-effectiveness model on methods ofprevention of posttraumatic venous thromboembolism. J Trauma 2000; 49: 1059-1064.<\/p>\n<p>33. Waegerle JD. Regional anesthesia and issues of coagulation status. CRNA 2000; 11: 66-71.<\/p>\n<p>34. Gruppo di lavoro ad hoc dell&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena. Linee guida per la profilassi del tromboembolismo venoso in chirurgia, 2006.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN CHIRURGIA GENERALE \u00a0PREMESSA &nbsp; La metodologia usata per lo sviluppo delle linee guida \u00e8 un approccio basato sull\u2019evidenza clinica (Evidence Based Medicine): tale approccio prevede che, prima di intraprendere un nuovo lavoro, si verifichi se siano gi\u00e0 disponibili delle linee guida di qualit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[114],"tags":[80,79,77,81,78],"class_list":["post-623","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-form","tag-calza-elastica","tag-eparine-a-basso-peso-molecolare","tag-profilassi-tvp","tag-protocollo-preoperatorio","tag-trombosi-venosa-profonda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=623"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1077,"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/623\/revisions\/1077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.surgeryindeed.biz\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}